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Acutezza

ACUTEZZA

«Avrebbe detto che più che aprirsi, l’oculo si chiudesse sopra di loro».

Cosa cercano l’artista e lo spettatore nell’opera d’arte? A che prezzo, soprattutto personale, l’artista crea? Sono queste alcune delle domande che Ghiotti esplora nel suo romanzo d’esordio, Acutezza.

In una ex colonia marina ristrutturata si svolge la prima edizione della residenza artistica Acumen, intitolata alla memoria di Amalia Simonetti, immaginaria intellettuale nota per il suo lavoro di valorizzazione delle donne nell’arte. Ospiti della residenza sono quindi cinque artiste: una pittrice e body artist, una fotografa, una musicista, una scrittrice e una critica letteraria.

All’arrivo di Giulia, la fotografa, il crollo di una parte del soffitto del salone d’ingresso rivela un elemento architettonico nascosto, un oculo, chiuso da vetrate annerite. Attraverso di esso nella colonia si manifesta un’entità, un «osservatore inosservabile» che è contemporaneamente occhio, orecchio, narice, mano e bocca. È una presenza che torchia i personaggi, obbligandoli a sopportare una crescente acutizzazione di uno dei cinque sensi, quello maggiormente associato con la loro arte. In breve tempo, l’eccessiva sensibilità crea condizioni drammatiche ed estreme.

Le residenti dovranno affrontare paure e traumi profondi, un percorso in crescendo che le condurrà alla scelta decisiva: accettare l’oculo o tradire la propria arte – e se stesse?

Collane: ,

19.00 18.05

Labirinti 8 - Formato: 15 x 21
Pagine: 312 - Brossura
ISBN: 978-88-85772-75-5