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La strada per Be’er Sheva

Finalmente tradotto in italiano il primo romanzo che nel 1963 ha raccontato la Nakba, l’esodo forzato del 1948, dal punto di vista palestinese.

È il 15 luglio 1948 e in Medio Oriente infuria il conflitto arabo-israeliano. Le truppe delle Forze di Difesa Israeliane occupano la città palestinese di Lidda e iniziano a uccidere o espellere la popolazione araba, causando l’esodo di un numero enorme di persone – in larga parte donne, anziani e bambini – costrette a camminare sotto un sole cocente sino alla città di Ramallah, in Cisgiordania. In migliaia muoiono di insolazione, affaticamento e sete.

Tra le persone che fuggono da Lidda c’è la famiglia di Butros Mansour, un proprietario terriero palestinese di fede cristiana, costretto a scappare insieme a sua moglie di origine inglese e al figlio di dodici anni, Anton. Questa tremenda esperienza segna profondamente il ragazzo, che alla morte del padre, solo un anno più tardi, è costretto a trasferirsi in Inghilterra.

Per Anton vivere in Inghilterra equivale a un vero e proprio esilio. Ma rimane in contatto con un’altra vittima della diaspora palestinese, un profugo musulmano a cui è molto legato, e nella sua mente prende vita una vera e propria ossessione: riuscire a tornare nella propria terra per infiltrarsi lungo la strada per la città di Be’er Sheva, anch’essa caduta in mano israeliana nel 1948, e unirsi alla resistenza. Per lui quella strada, che ora si trova nella Terra di Nessuno, finisce per incarnare il sogno di ogni palestinese – ritornare a casa.

Scritto come reazione al celebre Exodus di Leon Uris (una sorta di narrazione epica della fondazione dello Stato di Israele) e pubblicato nel 1963, La strada per Be’er Sheva è stato il primo romanzo occidentale in assoluto a raccontare dal punto di vista palestinese la Nakba, la pulizia etnica operata dalle milizie sioniste nel 1948 e il conseguente esodo. Tradotto anche in lingua araba con grande successo, all’epoca della sua uscita è diventato un piccolo caso, tanto letterario quanto politico.

Ma La strada per Be’er Sheva è prima di tutto un racconto emozionante, una vicenda umana scritta con grande maestria da un’autrice perfettamente a suo agio nel padroneggiare una materia che non ha mai smesso di essere scottante. E grazie alla passione umanitaria e al desiderio di giustizia che traspaiono dalle sue pagine, riesce a essere attuale ancora oggi, a più di sessant’anni dall’uscita, in questo momento terribile per il popolo palestinese.

Traduzione di Stefania Renzetti
Postfazione di Tiffany Vecchietti

Collane: ,

19.00 18.05

Etheliana 1 - Formato: 13 x 19 cm
Pagine: 398 - Brossura
ISBN: 978-88-85772-60-1